Sono stanco di questa Italia, sono stanco di vedere persone meno colte e con meno capacità andare avanti nella vita ed avere successo solo perchè conoscono e sono amiche di, sono stanco di non vedere mai riconosciute e valorizzate le nostre qualità, sono stanco di vedere attorno a me persone che non riescono a costruirsi un futuro, sono stanco di pensare che i nostri padri stavano meglio di noi, sono stanco di vedere la nostra volontà calpestata, sono stanco di sentire che siamo la prima generazione che sta peggio di quella che ci precede, sono stanco di vedere al governo i nostri dipendenti che pensano solo ai propri interessi. Sono stanco di questa destra, sono stanco di questa sinistra, sono stanco di chi mi etichetta come anarchico perchè non la penso come lui. Sono un libero pensatore ma sono stanco di questa Italia. Voglio troncare il rapporto con questa Italia ma non voglio fuggire dal mio paese anche perchè sono convinto di non essere l'unico che l'ama...
Conflitti...tecnologici
Questa signora ritratta nella foto si chiama Santachè (AN) ed è un cara amica di Fini, l'ex amico del Cavaliere che ora finalmente nel salotto dell'amico Vespa ammette che le Primarie del Centro Destra le faranno gli elettori, "tutti contro tutti, se prendo più voti di Silvio il premier lo faccio io!"
Finalmente l'ex fascista, beh se Berlusconi continua a chiamare Comunisti la sinistra posso permettermi di chiamare Fini ex dico ex fascista no? Beh, finalmente l'ex-fascista, il politico vero che negli anni è riuscito a farsi piacere da tutti ce l'ha fatta: sdoganamento effettuato, si punta alla Presidenza del Consiglio!. Certo pochi forse sono stati attenti ai cambi di rotta di questo signore. Da Statalista difensore della Patria convinto, da destra sociale ad "uomo di mercato" federalista che vota la Devolution e cancella lo Stato Sociale, da inflessibile uomo duro e puro, chi non ricorda la Legge Bossi-Fini? a "garantista" quando approva la depenalizzazione del falso in bilancio (e chi se ne frega di tutti i risparmiatori fregati da Tanzi e Cragnotti...) e dimezza la prescrizione cose lievi come l'omicidio colposo. Una bandierina, il lacchè del padrone, ma ha la faccia pulita, sa parlare quindi è un "bravo politico" no? Anche Fini ha quini i suoi conflitti di interessi. Certo non li ha la Santachè, che simpaticamente manda a farsi fottere i centomila studenti universitari che protestano davanti alla Camera dei Deputati. E' davvero strano pensare che la Moratti, ministro della Pubblica Istruzione in conflitto d'interessi con sè stessa visto che molti dimenticano che anche lei è imprenditrice guardacaso proprio nel settore della multimedialità sia riuscita nella impresa più difficile: far scendere in piazza studenti, professori e presidi delle nostre migliori università italiane!
D'altronde basta scorrere brevemente questa riforma per capire che metterà definitivamente una pietra tombale sulla ricerca. Non solo non avverrà il "massiccio ingresso" di giovani ricercatori nel sistema universitario previsto dalla Moratti, qualè il ricercatore che vuole entrare nell'Università a tempo determinato? ma avremo un fenomeno opposto, i nostri ricercatori migliori, ancora più di prima lasceranno l'Italia per Università straniere che fanno loro ponti d'oro. Mio cugino, ottimo giovane e stimato ricercatore all'Università di Napoli sta pensando di trasferirsi nel Nord Europa. Oltre a questo cancella di fatto i concorsi per i docenti, al loro posto una "idoneità nazionale sulla base di trasparenti procedure di valutazione comparativa" che in Italia suona più o meno "chi è più raccomandato lavora" e soprattutto cancella definitivamente l'autonomia della ricerca e dell'insegnamento universitario, in quanto potranno insegnare professori stipendiati interamente da imprese o Enti esterni all'Università. Penso non ci sia bisogno di ulteriori commenti. La chicca poi è rappresentata dalla riforma delle scuole superiori che di fatto divide in caste gli studenti, poveri da una parte, ricchi dall'altra. ennessima deviazione calcistica, seria A e serie B. Da una parte otto licei dall'altra la formazione professionale affidata alla Regioni (le stesse a cui sono appena stati tagliati i fondi).
Ma la Moratti non è l'unico personaggio al governo carico di conflitti di interessi, ci sono anche Pietro Lunardi (vedi Report http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=107, http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=117) Ministro dei Trasporti e gestore della Rocksoll società leader nelle costruzioni di tunnel, Maurizio Sacconi Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro già nel comitato scientifico della Confindustria. ed il nostro Lucio Stanca, Ministro dell'Innovazione tecnologica e Presidente della holding che controlla l'attività europea della IBM.
Cosi c'è SMAU e leggo sull'ANSA, "STANCA, PRONTA CARTA IDENTITA' ELETTRONICA IN OGNI COMUNE!"
(ANSA) - MILANO, 19 OTT - Dal 1 gennaio 2006 la carta d' identità elettronica partirà in tutta Italia. Lo ha ribadito il ministro per l'innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, all'inaugurazione della 42/ma edizione dello Smau.
Il ministro, nella sua visita ai padiglioni della manifestazione, si è anche fermato allo stand del Comune di Milano che, in occasione proprio dello Smau, ha portato una postazione dell'anagrafe dove tutti i cittadini milanesi possono richiedere la loro nuova carta d'identità elettronica. Il Comune di Milano dal 13 dicembre 2004 infatti distribuisce carte d'identità elettroniche ma solo ai 15enni. Fino ad oggi ne sono state rilasciate circa 2 mila.
"La carta d'identità elettronica - ha detto l'assessore ai Servizi Demografici Giancarlo Martella - non è assolutamente falsificabile ed è fornita di un chip che permetterà ai cittadini di poter interagire con i sistemi informatici della pubblica amministrazione. Al momento - ha aggiunto - a parte questo esperimento allo Smau, è impossibile per il Comune soddisfare le richieste di tutti i cittadini e in particolare perché sono insufficienti i macchinari che vengono forniti dallo Stato per fare le carte elettroniche. Anche se ho dei dubbi che tutto possa funzionare per il 1 gennaio 2006 - ha concluso - contiamo che la situazione possa migliorare". (ANSA).
Dubbi. Vedi come sono strane le notizie, comè strana la stampa, come sono strani i mezzi di comunicazioni, intitoli e spari il titolazzo "AVREMO LA CARTA DI IDENTITA IN OGNI COMUNE!" poi termini il pezzo con i dubbi.
Dubbi che avevo anche io senza bisogno di leggere visto che mi occupo di Carta di Identità Elettronica da cinque anni, ho partecipato a convegni, dibattiti, tavoli tecnici provinciali, un sacco di belle parole per anni. Cose indicibili prima di arrivare ad uno standard, nel mezzo la cancellazione dell'AIPA, l'Autorità Informatica della PA, che era nata proprio per costruire standard comuni alle PA. Cercherò di spiegarmi, non è semplice soprattutto per chi ha per immagine della PA il burocrate sommerso dalle carte che non fa nulla da mattina a sera. Nel mio piccolo ho cercato di far notare che era profondamente sbagliato partire dal gadget se non hai una banca dati. Nel 2001 cosi, non per merito mio ovviamente, nasce anche il S.A.I.A., Sistema di Accesso ed Interconnessione Anagrafica. Vi sembrerà incredibile ma fino ad allora nessuno aveva mai provveduto ad una reale integrazione di tutte le Anagrafi Italiani. In sostanza non esisteva un unica base dati a livello nazionale. Inizia la sperimentazione su 83 comuni. Chiarisco, l'idea in sè è una figata. La carta d'identità elettronica è una card di polibicarbonato dalle dimensioni del tutto simili a quelle di una normale carta di credito. Al contrario di questa, però, è dotata sia di bande a memoria ottica che di un microprocessore! La memoria ottica, letta con strumentazioni laser, viene utilizzata per l'archiviazione delle informazioni sull'identità del cittadino. Il chip viene utilizzato per consentire l'identificazione in rete per la fruizione dei servizi telematici che, potranno essere erogati dalla Pubblica Amministrazione. In sostanza c'è tutto: codice fiscale; i dati relativi alla residenza e alla cittadinanza; la fotografia; l'indicazione eventuale di non validità ai fini dell'espatrio; il codice numerico identificativo del documento; il codice del comune di rilascio; la data del rilascio e di scadenza; la firma del titolare (o di uno degli esercenti la potestà genitoriale o la tutela).
La figata è che teoricamente con essa non avremo più bisogno di certificati di nascita, residenza, stato civile, cittadinanza e stato di famiglia.
Non solo sempre grazie al chip le potenzialità sono molte, si potranno inserire titoli di studio, iscrizioni agli ordini professionali, anagrafe tributaria e anche altri dati "sensibili" come il gruppo sanguigno, le scelte sanitarie, una chiave biometrica per l'identificazione, i dati della certificazione elettorale. Il progetto di carta di identità elettronica, infatti, teoricamente si fondeva con quello della cosiddetta "sanicard", sistema pensato per la gestione dei dati sanitari.
Insomma tutto molto bello no?
Qualche dubbio però comincia a venirti quando ti arriva a casa la "sanicard" della regione emilia-romagna? A voi è arrivata?
Ti chiedi, ma come non doveva essere compresa dalla CIE?
Passano i mesi, il ministero tace ed il primo gennaio di avvicina.
I Comuni che non hanno fatto la sperimentazione si cominciano a domandare: e noi come facciamo, come ci muoviamo?
Il 19 settembre! compare sulla Gazzetta Ufficiale un decreto che reca un titolo un po' complicato ma attua un comma dell'articolo 45 della legge di facile comprensione: ''Regole tecniche e di sicurezza per la redazione dei piani di sicurezza comunali per la gestione delle postazioni di emissione CIE'', la Carta di Identita' Elettronica.
In altre parole parte ora, a neanche tre mesi dalla scadenza, la fase della messa a punto di un piano per la sicurezza delle reti da parte dei comuni. Ovviamente se queste regole i Comuni le avessero sapute qualche mese fa avrebbero anche potuto approntare un piano in tempo, ma con una scadenza cosi ravvicinata, il documento deve essere consegnato entro il 31 ottobre, ogni Comune dovrà sborsare di tasca propria ingenti spese di consulenza "obbligata", tutto questo quando il governo dice di voler tagliare inutili sprechi e soprattutto inutili consulenze! Ma non solo, il documento individua responsabilità precise, molte delle quali ricadono guardacaso sul Responsabile IT dell'Ente. Ora vi sembra logico che mi sobbarchi di tali e tantepensanti responsabilità inerenti alla sicurezza senza nulla in cambio? Si, perchè nel decreto non è prevista alcuna indennità per i responsabili. Lo fanno così, per senso dello Stato, poi se qualcosa va storto vengono a prendere te non il Ministro! Ma facciamo finta che ai cittadini tutto questo non interessi.
C'è una domanda che ancora non vi siete fatti.
Chi paga la Carta d'Identità Elettronica?
Se non lo sai tu che lavori in un Ente chi mai dovrebbe saperlo.
In realtà non lo so, anche se sto seguendo con forte preoccupazione il succedersi delle notizie.
Preoccupazione perchè mi domando, nel caso in cui il materiale per la produzione delle carte non fosse fornito dallo Stato, dove li troviamo i 20mila Euro che nessun Comune a messo a Bilancio?
Poi pensate ad un Comune piccolo di duemila o anche meno abitanti. Per pagare la CIE mette all'asta qualche immobile?
Forse pero' sono preoccupazioni false.
Chi volete paghi e dove e a chi pensate finiranno i soldi?
Secondo le previsioni, il nuovo documento costerà tra i 20 ed i 30 euro contro la spesa di 5.16 che viene affrontata oggi. Il rincaro comporterà per una famiglia di 4 persone un ulteriore esborso di 80-100 euro in più per il rinnovo dei documenti dei componenti del nucleo familiare.
Molti Comuni d'Italia inoltre non sono ancora informatizzati! il che comporta che se non ci sarà una proroga al decreto, dall' inizio del nuovo anno non sarà possibile emettere i nuovi documenti visto che la legge vieta di produrre le carte di identità nel vecchio formato.
Poi tralasciando i problemi di sicurezza, pensate ai Comuni piccoli che dovrebbero ricavare nelle già piccoli uffici dei piccoli loculi blindati per i macchinari, c'è un'altro problema, per fare una sola Carta d'Identità Elettronica occorreranno in media 20 minuti! Pensate quante persone in più occorreranno in grandi Comuni come Roma o Milano, il tutto con il blocco delle assunzioni vorrà dire ulteriore ricorso al "contratti a progetto" e ulteriori spese che graveranno sui già deficitari bilancio degli Enti.
"In un momento in cui l'economia del nostro paese - ha dichiarato Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino - è allo stremo e le famiglie italiane riducono i propri consumi, è assurdo pensare di far pagare 30 euro per il rilascio di un documento di identità, che è comunque qualcosa di cui non si può fare a meno. In altri Paese è gratuito. Chiediamo al Ministro degli Interni di provvedere affinché questo ulteriore "balzello" non ricada sulle famiglie italiane."
Attendiamo con ansia una risposta, possibilmente entro il 31 dicembre.
Questa è l'Italia, il paese che io amo.