Sono stanco di questa Italia, sono stanco di vedere persone meno colte e con meno capacità andare avanti nella vita ed avere successo solo perchè conoscono e sono amiche di, sono stanco di non vedere mai riconosciute e valorizzate le nostre qualità, sono stanco di vedere attorno a me persone che non riescono a costruirsi un futuro, sono stanco di pensare che i nostri padri stavano meglio di noi, sono stanco di vedere la nostra volontà calpestata, sono stanco di sentire che siamo la prima generazione che sta peggio di quella che ci precede, sono stanco di vedere al governo i nostri dipendenti che pensano solo ai propri interessi. Sono stanco di questa destra, sono stanco di questa sinistra, sono stanco di chi mi etichetta come anarchico perchè non la penso come lui. Sono un libero pensatore ma sono stanco di questa Italia. Voglio troncare il rapporto con questa Italia ma non voglio fuggire dal mio paese anche perchè sono convinto di non essere l'unico che l'ama...
Tira una brutta aria...
Mi rendo conto di non essere stato di parola, avevo promesso di scrivere qualcosa ogni giorno ma come fai a stare dietro a quello che accade in questo paese?
Troppe cose ci sarebbero da dire per esempio sul caso De Magistris.
Troppe cose che non ci vengono raccontate dai quotidiani, dai mass-media, anche da quelli che si dicono liberi, persino dal fazioso Santoro che ha avuto l'ardire di ospitare per ben due volte lo scomodo magistrato.
Si perchè questo caso va a mio parere ben al di là del semplice scontro tra poteri, la magistratura da una parte la politica dall'altra l'un contro l'altra armate, c'è dell'altro, c'è la massoneria, anzi c'è ancora dell'altro c'è la Compagnia delle Opere.
Io penso che Beppe Grillo sia una delle poche persone "libere" in Italia, e con libere intendo persone che hanno ancora la possibilità di scrivere su un blog di argomenti che i media tradizionali solitamente ignorano.
Però anche lui ha dei tabù, anni fa parla del signoraggio e della riserva frazionaria in uno spettacolo, poi più nulla: qualcuno lo ha minacciato?
La domanda sorge spontanea perchè Lorenzo Pascucci che nel frattempo crea una community per fare informazione su questo paradosso su cui si basa tutta l'economia moderna, dai tassi al debito pubblico, viene più volte bannato dal Blog di Grillo.
C'è chi racconta che in realtà questa censura sia servita a Grillo proprio per far parlare di signoraggio, penso che Grillo ed il suo staff non debbano imparare nulla su come "usare i media", ma il dato è che di fatto questo argomento sul blog non è mai stato trattato.
Dove voglio arrivare.
Grillo sul Blog dove ha narrato in maniera assai esaustiva l'intera vicenda, dagli atti dell'inchiesta prelevati dalla cassaforte al supertestimone Tursi Prato che non vuole più parlare, dalla perquisizione "telefonata" alla sede dell'UDC allo "scoop" di Libero ma in tutti i suoi post non compare mai la parola "Compagnia delle Opere".
Perchè?
In Calabria, nel centro del mirino di De Magistris, sono caduti proprio dei rappresentanti della Compagnia Delle Opere, ma la cosa è riportata, se è riportata dai media quasi per caso, essendone invece un fastidioso e problematico nodo.
Ho trovato in rete un buon riassunto sugli indagati e sulla inchiesta, dove appare quanto la Compagnia sia apparentemente coinvolta fin dal suo ideologo e presidente Giorgio Vittadini e sopratutto Antonio Saladino ex presidente della Compagnia in Calabria , indagati nella inchiesta "Why Not" (dal nome di una societa' di lavoro interinale) ora avocata dalla Procura e tolta per incompatibilita' a De Magistris.
Leggete qua ma anche qua.
Per vostra informazione invece questo è quanto riporta il sito della CDO sull'inchiesta
Poi sono casualità ma abbiamo la CEI che se la prende con Repubblica per un'inchiesta di Curzio Maltese sui costi della Chiesa lasciando all'Avvenire il compito di ribattere colpo su colpo.
Libero Stato in Libera Chiesa?
Non so questo è un post strano perchè volevo dire due cose sull'ambiente e sugli ambientalisti.
A Parma abbiamo organizzato un V-Day 2 in Via Mazzini sabato scorso, una mostra fotografica sul V-Day durante la quale abbiamo fatto informazione sulla corretta gestione dei rifiuti proseguendo la raccolta delle firme contro l'inceneritore che Enia vuole costruire a Parma, veleggiamo verso le 11.000.
Un successo discreto che abbiamo deciso di perpetuare, grazie alla disponibilità dell'Assessore Mirko Reggiani l'indomani davanti al Palazzo Ducale di Colorno.
Un'altra bella giornata passata con un paio di ragazzi dell'associazione riducimballi che con un camioncino ha dimostrato come molti prodotti possano essere venduti sfusi, la famosa riduzione alla fonte esiste e si può fare.
Noi siamo li con il nostro stand dalla mattina a raccogliere firme e veicolare video informativi.
Nel pomeriggio arriva il furgoncino brandizzato Legambiente, il responsabile di zona ed un ragazzo estraggono il logo gazebo prighevole brandizzato Legambiente, il tavolino, la copertina brandizzata Legambiente, un tonnellata di gadbet, magliette, palloncini e opuscoli brandizzati Legambiente...ma non tutti!
Eh si, uno di questi opuscoli dal titolo altisonante, tra l'altro datato, fa bella mostra di sè.
Non ci sfugge il logo sulla copertina: ENIA, la Multiutility che in Emilia-Romagna e a Parma in particolare sta spingendo per la costruzione dell'inceneritore.
Un bell'opuscolo, tra l'altro con tante buone cose dentro, fatto apposta per bambini e genitori, dalla grafica accattivante.
Peccato che all'interno faccia bella mostra di sè il Termovalorizzatore!
La soluzione dei rifiuti targata ENIA e sostenuta a questo punto da Legambiente?
O Legambiente non sa che dentro questo opuscolo vengono date queste informazioni?
O fa finta di non sapere?
Una piccola operazione di disinformazione da manuale!
D'altronde la posizione sul termovalorizzatore di questa associazione "ambientalista" che come ha detto più volte il Dott. Montanari invece di essere verde è marroncina, non è mai stata chiarissima.
Questa è la situazione dell'ambiente in Italia, dalle ottomila alle diecimila persone muoiono ogni anno per effetto delle polveri sottili ma noi continuiamo nella follia di voler costruire altri inceneritori, tanto come ha detto il direttore dell'impianto di Brescia la loro incidenza è trascurabile.
Poco importa se questi impianti creano più problemi di quelli che risolvono.
In qualsiasi altra nazione Europea la morte per soffocamento nelle grandi città avrebbe suscitato movimenti d'opinione, commissioni parlamentari, misure d'emergenza, visto che siamo un Paese in eterna emergenza.
In Italia non è mossa una piuma.
E mi domandate perchè sono stanco di queste persone, sono stanco di questa Italia?
Volevo chiudere in tristezza con l'ultimo caso di censura che ha tenuto banco, quello che riguarda proprio i blog.
Quell'orribile pastrocchio della Legge sull'Editoria e questo Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: ma dove li trovano questi personaggi?
La cosa divertente è che poi aggiungono commi ma non risolvono il problema dei blog.
Leggete quanto riportato da Punto Informatico.
"Il comma aggiuntivo - ha dichiarato Levi - dice che sono esclusi dall'obbligo di iscriversi al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per i prodotti o i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscano organizzazione imprenditoriale del lavoro".
Secondo Levi questo significa "che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilità di chi opera su Internet".
Preso atto del desiderio di evitare che i blog siano coinvolti nel pasticciaccio, c'è da chiedersi se la nuova formulazione riesca nell'intento.
È di questo parere Sergio Bellucci, responsabile per l'Innovazione in Rifondazione Comunista secondo cui, comunque, non siamo ancora arrivati all'obiettivo.
"La proposta del sottosegretario Levi di un comma aggiuntivo all'articolo 7 del ddl sull'editoria - ha fatto sapere - sembra andare nella giusta direzione. Bisogna in ogni modo evitare nella legge di riforma non solo qualsiasi bavaglio, ma anche ogni margine di ambiguità che rischierebbe comunque di ridurre la libertà di espressione su internet. Quando il governo si mostra sensibile alle richieste legittime della collettività fa sempre la cosa giusta".
Ma ci stanno prendendo per i fondelli?
Se Grillo non sollevava la questione chi se ne sarebbe accorto???
E ancora dopo la brutta figura del ddl sull'editoria, il Governo rischia di approvare un'altra norma assurda. Nel movimentato Consiglio dei ministri di martedì scorso, si è discusso del cosiddetto "pacchetto sicurezza", elaborato dai ministri Clemente Mastella (c'è sempre lui!) e Giuliano Amato. Il provvedimento, suddiviso in quattro disegni di legge, si prefigge l'intento di inasprire le pene per varie tipologie di reato: dallo scippo, alla piromania. Un piccolo, ma decisivo, punto, riguarda anche la Rete: l'introduzione del reato di "adescamento di minorenni" online e via telefonino.
Il maggiorenne che, con lo "scopo di sedurre, abusare o sfruttare sessualmente un minore di anni sedici", intrattiene con questi (attraverso Internet, cellulare, o altri mezzi di comunicazione) una relazione "tale da carpirne la fiducia", è punito con la reclusione da uno a tre anni.
Lo schema del disegno di legge in questione, diversamente da quanto affermato dalle agenzie di stampa e dai quotidiani nazionali, risulta in realtà già approvato fin dal 22 dicembre 2006, ed era oltretutto già stato giudicato dal Consiglio superiore della Magistratura, variamente annunciato alla Camera e in altre sedi istituzionali, ed infine stralciato meno di dieci giorni fa, per essere poi reintrodotto quasi identico nel "pacchetto sicurezza".
Il disegno di legge che introduce la nuova fattispecie di reato, perciò, era in realtà già passato indenne a quasi tutto l'iter iniziale. Sul sito del governo è disponibile anche un'approfondita descrizione delle motivazioni che hanno portato alla proposta.
La norma, condivisa dagli esperti negli intenti e mutuata dalla legislazione statunitense ed anglosassone, è minata però da una palese e pericolosa ambiguità non presente negli altri ordinamenti, sfuggita anche allo stesso CSM: la semplice "seduzione", anche se perpetrata senza alcun intento particolarmente malevolo, viene accomunata all'abuso e allo sfruttamento sessuale (naturalmente così non avviene né nel Regno Unito, né negli Stati Uniti).
Nella pratica: un ragazzo al termine delle scuole superiori che si trovasse a chattare o scambiare SMS affettuosi con una ragazza più giovane di un paio d'anni, rischia fino a tre anni di reclusione.
Il segretario dell'Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) Renato Borzone, recentemente intervistato da radioradicale.it, definisce, quanto ritenuto condivisibile dal Consiglio Superiore della Magistratura qualche mese fa, "una follia, talmente indeterminata che potrebbe colpire con pene severe condotte innocue e non dimostrabili.
E lascerà molto spazio a quei magistrati protagonisti che, pur di finire in tv o in prima pagina, non si faranno scappare l'occasione di perseguitare il malcapitato di turno. O il povero imbecille."
Interviene anche il blogger Mario Adinolfi, membro della costituente del PD, che bolla senza mezzi termini il provvedimento come "ridicolo", specie perché "le norme già consentono ai quattordicenni di avere una libera vita sessuale".
Silvana Mura (Italia dei Valori) si è invece dichiarata favorevole all'approvazione di tutti i provvedimenti. Generalmente favorevoli, ma alcuni scettici, i commenti dell'opposizione.
Se la tutela dei minori nell'anarchico mondo del web è un'esigenza sentita, diffusa, e condivisibile, pensare di risolvere il problema istituendo nuovi ambigui reati o inasprendo le pene già previste è una scelta che probabilmente susciterà polemiche e divisioni, specie considerando la questione, molto più urgente ed irrisolta, di inefficienza e lentezza del sistema processuale italiano.
Dopo le divergenze emerse martedì scorso, l'approvazione definitiva del "pacchetto sicurezza" per il successivo invio alle Camere, è rimandata al prossimo consiglio dei ministri del 30 ottobre.
Verrà modificato? Come?
Strano paese l'Italia...
Devo ancora parlare del R.E.M. Live e dell'apparizione di Michael Stipe da Fazio a "Che Tempo che Fa" ma andrei fuori tema perchè questo era solo e soltanto uno sfogo...