Sono stanco di questa Italia, sono stanco di vedere persone meno colte e con meno capacità andare avanti nella vita ed avere successo solo perchè conoscono e sono amiche di, sono stanco di non vedere mai riconosciute e valorizzate le nostre qualità, sono stanco di vedere attorno a me persone che non riescono a costruirsi un futuro, sono stanco di pensare che i nostri padri stavano meglio di noi, sono stanco di vedere la nostra volontà calpestata, sono stanco di sentire che siamo la prima generazione che sta peggio di quella che ci precede, sono stanco di vedere al governo i nostri dipendenti che pensano solo ai propri interessi. Sono stanco di questa destra, sono stanco di questa sinistra, sono stanco di chi mi etichetta come anarchico perchè non la penso come lui. Sono un libero pensatore ma sono stanco di questa Italia. Voglio troncare il rapporto con questa Italia ma non voglio fuggire dal mio paese anche perchè sono convinto di non essere l'unico che l'ama...
Se Questo è un Ministro di Questa Italia...
Ero stato quasi riluttante a parlare della vicenda delle vignette.
E' per me doppiamente difficile perchè tocca un tema, la religione, che visto laicamente, rischia spesso di essere strumentalizzato.
Qual'è il confine tra la nostra libertà di espressione e quella di chi non la pensa come noi?
Questa volta questo confine è stato oltrepassato.
Il risultato: undici libici morti e venticinque feriti
La domanda è: può un Ministro della Repubblica, un Ministro di Questa Italia, Roberto Calderoli, andare in televisione e orgogliosamente mostrare di indossare una maglietta anti Islam sulla quale è riprodotta una delle vignette satiriche su Maometto che ha provocato scontri, polemiche e l'ira di chi pensa che prendere per i fondelli il Profeta Islamico sia come prendere per i fondelli Gesù Cristo?
L'altra domanda è: per quale motivo questo Governo non ha preso pubblicamente le distanze da Calderoli appena questo gesto inconsulto è avvenuto?
Chi semina Odio non può che raccogliere Odio.
Troppo comodo, e pilatesco, prendere ora le distanze da Calderoli e chiederne le dimissioni, la responsabilità di questi morti ricade comunque su questo Governo!
"Ma stiamo scherzando? Attentati e violenze di matrice islamica sono cominciate molto prima di qualunque maglietta". Il ministro per le Riforme Roberto Calderoli replica così alla domanda se sia pentito di quella maglietta anti-Islam alla luce delle proteste e delle sparatorie di Bengasi.
"Sono preoccupato per la situazione generale, viste le minacce contenute in un'intervista ad un giornale tedesco del figlio di Gheddafi a tutta l'Europa. Una minaccia precedente la mia maglietta", aggiunge Calderoli. "So che a me potrebbe anche succedere qualcosa, ma bisogna reagire a questa situazione. Non ci prendiamo in giro, l'attentato alle Torri Gemelle ci sono state prima delle eventuali provocazioni e la mia maglietta voleva essere proprio una segnalazione del rischio che proviene da quel mondo".
Fatto sta che per la prima volta una foto del Ministro italiano per le Riforme, il leghista Roberto Calderoli, e' stata pubblicata oggi su uno dei forum islamici in Internet vicini ad al-Qaeda. Sullo stesso forum, nel quale vengono regolarmente pubblicati i comunicati dei gruppi terroristici come quello di Abu Musab al-Zarqawi, e' apparso poco fa un messaggio dal titolo eloquente: ''Foto del ministro (maiale) italiano che ha posto su una maglia un'immagine delle caricature offensive su Maometto''
L'immediato potenziamento della vigilanza nelle sedi istituzionali in Italia, comprese quelle di partiti politici, e nei consolati italiani all'estero, è stato disposto da intelligence e antiterrorismo, in seguito alla manifestazione di protesta in diversi paesi.
La decisione, secondo quanto si è appreso, è maturata dopo la protesta davanti al consolato italiano a Bengasi.
Se penso che ai tempi del CAF speravo che la Lega fossa un'alternativa al sistema mi viene da piangere.
Come dicevamo nel post precedente, non guardiamo troppo lontano quando cerchiamo chi fomenta il tanto temuto scontro di civiltà...
2006: l’anno ritardatario della Compagnia dell’Ultimo
Il primo post dell’anno non poteva che partire in ritardo, visto che secondo gli scienziati del National Institute of Standards and Technology l’ultimo minuto prima della mezzanotte del 2005 sarebbe durato sessantun secondi.
Tramite super-complessi orologi atomici, hanno rilevato infatti un rallentamento nella rotazione della Terra intorno al Sole di circa tre millesimi di secondo al giorno. L'inserimento del sessantunesimo secondo servirà appunto a compensare questo sfasamento.
Una notizia che ci cambia la vita vero?
In realtà è solo uno spunto per il titolo del primo post, un gioco di parole che spero porti fortuna visto che solitamente quando il numero ritardatario nel gioco del lotto esce sbanca: ecco, speriamo che il 2006 dia modo a tutti di sbancare nella propria vita.
Del mio ultimo dell’anno tutto si puo’ dire tranne che non sia stato intenso di emozioni, cosa che raramente mi capita, soprattutto calcolando che l’ho trascorso nella mia citta: la Parma “morta”.
Se è stato intenso è merito ovviamente dei miei compagni di sventura, i due miei “amici del cuore” Oscar e Pier, anzi direi soprattutto del primo che non vedevo così in forma da tempo immemore, forse da prima della sua ultima dolorosa esperienza amorosa.
Penso quindi meriti di essere raccontato brevemente così capirete anche perché parlo della Compagnia dell’Ultimo.
La due giorni e mezzo è cosi cominciata la sera del 30, io solo a Parma e i due amici che decidono di raggiungermi per una ottima cena in un bel locale del centro.
Una cameriera è molto carina e parecchio simpatica, l’altra meno. C’è qualcosa che non torna, si indaga e si scopre che infatti una delle due non è di Parma, la ragazza viene dal Piemonte. Promettiamo di tornare a salutare la sera seguente.
L’ottima bottiglia di nero d’avola fa il suo effetto, si torna in centro, si regalano baci e auguri ad un paio di ragazze incontrate per strada e si arriva davanti al locale dove solitamente andiamo a bere un bicchiere di vino.
Dall’altra parte della strada un gruppo di persone, ragazzi e ragazze piuttosto alticce davanti ad un altro locale parlano ad alta voce, stanno prendendo accordi per la cena della sera seguente. Il posto è di quelli che si danno molte arie per attirare il cliente tipo di Parma: il fighetto.
Entriamo, carino, bancone e arredamento moderni, ordiniamo 3 calici di rosso.
Pier incrocia lo sguardo con una bellezza locale che è al bancone, lei ricambia, non è sola.
La scena a cui assisto è di quelle da film, non ricordo le parole giuste, mentre la coppia esce il ragazzo chiede a Pier di baciarla, lei apprezza e sotto lo sguardo di lui si scambiano i baci.
Non sono riuscito a decifrare il tutto, non si capisce se sia stata lei a farlo per ripicca o se lui voleva fare il brillante con l’amante di turno.
Gente di Parma.
Il giorno seguente ci organizziamo una cena con i fiocchi, grazie alla preziosa collaborazione della Casa del Formaggio. 
Oscar si occupa di realizzare un primo al volo, un po’ troppo piccante, secondo a base di salume e pesce.
Ottimi culatello e prosciutto ma anche le alici marinate, nonostante quelle che prepara mio padre rimangano insuperabili.
Capodanno a Parma.
Forse ci sarà un motivo se non l’ho festeggiato quasi mai nella mia città negli ultimi anni, Parma è “morta” e la dimostrazione di sé la da chiamando Francesco Renga ad allietarne la mezzanotte. Penso non ci sia bisogno di commentare.
Stappiamo la nostra bella bottiglia di Ferrari in Piazza Garibaldi davanti ad un paio di Rumene, piove, fa freschetto, di gente ce né, tutti per Renga. Già la mattina in via Cavour avevamo visto qualche fan proveniente da altre città italiane.
Visto il mortorio Oscar propone di tornare sul luogo del delitto della sera prima, il motivo penso di conoscerlo...
Non eravamo così convinti della scelta ed invece è stata una scelta fortunata.
Rimarremo nel locale fino alle 5 del mattino.
E cosi, tra un biglietto d’amore scritto da Oscar, forse pensando ancora alla donna di un remoto paese dell’est che gli ha rubato il cuore e consegnato da Pier che coglie di sorpresa la cameriera, conosciamo un ragazzo di Parma che lotta contro un brutto male che lo ha colpito ad una gamba.
Vestito in modo assurdo, con una specie di pelle di pecora diresti che è il classico tipo di Parma che vuole essere trendy a tutti i costi, che si vuole far notare ma non è cosi.
Invece è una persona che ci regala una bella lezione di vita in diretta, potrebbero dovergli amputare una gamba, potrebbe non bastare, ma si chiacchiera, ci si diverte, la vita va vissuta giorno per giorno, la gente non si rende conto della bellezza della vita, che pensa solo ad accumulare soldi, a beni materiali e non pensa allo spirito, non pensa che ogni attimo può essere l’ultimo, non pensa che la vita debba essere vissuta intensamente, è gente falsa.
Disarmante, pazzesco sapere che è una specie di “Celebrità locale”, che ha una casa a Corniglio proprio come la mia famiglia e non mi sembra di averlo mai conosciuto prima d’ora.
Facciamo quattro chiacchiere anche con il Buttafuori del locale che viene quasi alle mani con il gestore perché aveva promesso di farlo mangiare alle 3, ma entra gente e deve aspettare.
Non c’è due senza tre, conosciamo un altro personaggio, L’Imprenditore con tanto di casa a Cuba convinto che le donne migliori siano le straniere. Qualcuno annuisce, chi sarà?
La visione della nostra città coincide in tutto e per tutto, si chiacchiera e capisci che allora non sono così pochi quelli che la pensano come te. Ci accomodiamo al tavolo di Gengis Kahn, il Buttafuori, qualcuno ha il coraggio di mangiare oltre alle lenticchie una fetta di zampone alle quattro del mattino.
Il tempo passa, che si fa?
Si decide per il Grooviera di Baganzola, unica alternativa “decente” e non troppo “fighettara” al Dadaumpa.
Lungo la strada veniamo raggiunti da un ragazzo dallo spiccato accento francese, è un Marocchino.
Ci chiede se può unirsi alla Compagnia.
Alla fine visto la pazzia della creazione di questa “Compagnia dell’Ultimo” nessuno ha niente da dire.
Sorge il problema mezzo di trasporto.
Il Buttafuori ha un SUV, quindi un solo posto, gli altri dovranno andare con l’Imprenditore che ha la macchina parecchio lontano.
Il Marocchino si propone ma viene trattato molto duramente, “Chi ti conosce?”
Oscar si offre volontario e sale sul SUV.
Noi ritorniamo verso il Centro, incomincio a notare uno strano comportamento e strani discorsi nel Marocchino, sento un certo risentimento verso i parmigiani. Molti di noi sono d'accordo e pochi si sentono "parmigiani".
Tira un vento gelido, camminare con le stampelle non è il massimo, l’Imprenditore ci consiglia di aspettarlo in Piazza.
Entriamo all’Orientale, sono le cinque e mezzo, è vuoto.
Arrivando al Grooviera scopriamo che Oscar è stato “scaricato”, una frase che poi descriverà bene la persona in questione, il Buttafuori “Non scambiare l’amicizia con la conoscenza”.
La Celebrità paga l’ingresso al Marocchino.
Il locale è piccolo, il troppo alcool incomincia a sentirsi, il mio problema è che è difficile che riesca ad ubriacarmi, ma aver mischiato cosi tanti tipi di alcool non è stata una grande idea.
Il Marocchino incomincia a stuzzicare La Celebrità, se è vero da un lato che ad uno sentirsi chiamare sempre “marocchino” può dare fastidio è anche vero che a fare discorsi razzisti alla rovescia si fa molto alla svelta, senza contare che sono riferiti a chi ti ha ospitato e offerto l’ingresso al locale. E’ difficile parlare di razzismo ma è altrettanto difficile descrivere a parole quanto accaduto. Forse ho vissuto in una sera quello che potrebbe capitare o che è già capitato in passato. Ricolleghi piccoli cose vissute in ufficio, con extracomunitari che ti accusano di razzismo per il semplice fatto che rispetti e le regole e non fai loro favoritismi su liste di attesa per un posto al Nido o per la Casa Popolare.
Piccole incomprensioni, mezze frasi che si accumulano e che poi esplodono in conflitto, i due che fuori dal locale vengono quasi alle mani con il Marocchino che compatisce la Celebrità per via delle stampelle.
Già questo penso descriva bene la personalità.
Si cerca di raddrizzare una nottata che sta andando verso una brutta piega.
Sono quasi le sette, si risale in auto alla ricerca di un posto aperto dove fare colazione.
Il Marocchino si fa cattivo nelle frasi rivolte alla Celebrità, cose tipo “l’ammazzo” condite da frasi per stemperare tipo “voi siete diversi…per ora…”
Già, per ora…
Al che mi abbraccia e sento le sue labbra moltooo vicine alle mie. 
La mia reazione è un po’ scomposta devo dire, avevo intuito fosse gay da come reagiva quando si parlava di donne, ma questo non me l’aspettavo visto che lui sapeva benissimo che io non lo ero. Quindi proprio per questo il motivo di tutto ciò mi sfugge. Già stavo male, ci mancava solo questo, lo mando garbatamente a quel paese. Non capisco se l’ha fatto per provocare o cosa, certo è che a sto punto non vedo l’ora che la serata finisca e che la Compagnia si sciolga.
Peccato o per fortuna che dopo il caffè incrociamo altre due belle ragazze e i miei baldi scudieri le invitano a prendere un altro caffè. L’invadenza del Marocchino ed il suo modo di fare “pesante” rovina purtroppo l’atmosfera, si scopre che erano anche loro alla stessa discoteca e nessuno di noi le aveva viste. La mattina termina così, con la visione dei sorrisi di queste due ragazze che ci salutano e di due “nonne” che incrociamo per strada e che vogliono essere baciate. 
Cose che accadono solo la mattina del primo dell’anno…
P.S. Vorrei terminare parlando un po’ della musica del 2005 ma non penso centri niente con questo post fatto tutto di private life…
Come mi ha scritto Oscariello stasera:
Non voglio permettere più a nessuno di limitare le mie emozioni
Voglio volare con la Musica, gli Amici, L'Arte,..e in ultimo il buon Vino!
Anoul nou FeriÇit, e che la MOLDOVA sia con noi e con tutte le persone pure di cuore..
P.S. 2
in un remoto paese dell'est esistono donne che riescono ancora a spezzare i cuori più disincantati…”
P.S. Mio in risposta:
Andiamo pure in Moldova bello ma io continuo a pensare che esistano anche in Italia persone dotate di un cuore che non pensano solo al denaro, alla carriera e all’esteriorità ma che danno eguale importanza ai sentimenti, alle emozioni e a quello che uno ha dentro di buono, anche alle lacrime. Ancora non ho capito bene dove si nascondano ma continuo a cercarle perché come dicevano gli U2 quando erano gli U2 “I’m still haven’t found what I’m looking for…”
P.S. 2 Mio
Un saluto particolare ad un buon anno particolare ai miei amici Rosalba e Massimo, con l'augurio che questo sia l'anno della serenità ritrovata e a Marco con la speranza che il brutto momento passi presto e che i nostri sogni si realizzino quest'anno!
Un abbraccio a entrambi.
P.S. 3
L'intervista a Daniele Luttazzi esce questa settimana in prima pagina su alicenonlosa.it
Chiedo a tutti di rispondere ai commenti faziosi.