Sono stanco di questa Italia, sono stanco di vedere persone meno colte e con meno capacità andare avanti nella vita ed avere successo solo perchè conoscono e sono amiche di, sono stanco di non vedere mai riconosciute e valorizzate le nostre qualità, sono stanco di vedere attorno a me persone che non riescono a costruirsi un futuro, sono stanco di pensare che i nostri padri stavano meglio di noi, sono stanco di vedere la nostra volontà calpestata, sono stanco di sentire che siamo la prima generazione che sta peggio di quella che ci precede, sono stanco di vedere al governo i nostri dipendenti che pensano solo ai propri interessi. Sono stanco di questa destra, sono stanco di questa sinistra, sono stanco di chi mi etichetta come anarchico perchè non la penso come lui. Sono un libero pensatore ma sono stanco di questa Italia. Voglio troncare il rapporto con questa Italia ma non voglio fuggire dal mio paese anche perchè sono convinto di non essere l'unico che l'ama...
Fon: se l'utopia diventasse realtà anche in Italia...
Penso che le rivoluzioni, quelle che hanno cambiato il corso della Storia, siano quelle silenziose.
Ci sono tre parole magiche nel mondo di Internet, p2p, wi-fi, voip.
Grazie a queste tre paroline potrebbe avvenire presto l'impensabile, l'utopia realtà: ognuno di noi potrà comunicare in modo completamente gratuito!
Skype ha dimostrato che la cosa è già tecnicamente possibile e tutto ciò fa paura, tanto che alcuni Governi stanno correndo ai ripari e cominciano a pensare ai modi migliori per tassare questa tecnologia.
Il motivo è semplice: il doppino è morto, la fine dei telefoni come li abbiamo sempre conosciuti è nota.
Ma il Voip, il protocollo di cominicazione vocale usato da programmi come Skype ha pur sempre un costo: la connettività.
Quella che in Italia ha costi elevatissimi rispetto alla media europea, io dopo mesi di litigi con tin.it che continuava a farmi pagare un adsl 640 allo stesso prezzo di una adsl 12 mega, anzi ancora più cara, senza capire che le mie minacce erano reali e che non si tratta cosi un Cliente storico (sono stato uno dei primi ad avere un abbonamento a Video On Line), sto passando a libero 12 mega.
Ma che succederebbe se questi costi venissero abbattuti?
Come?
L'idea è innovativa ma anche molto semplice, grazie ad una rete costruita dal basso da fon, con l'apporto di tutti gli utenti che vorranno aderire e formare la griglia di hot spot, punti di accesso pubblico a internet. Le normali Adsl degli utenti abbonati, che accettano di condividere la propria connessione (sottoscritta con un qualsiasi provider) diventano cosi distributori e gli altri utenti di Fon che passano in strada, vicino agli hot spot, nel raggio di qualche centinaio di metri, potranno accedere a internet veloce, sfruttando l'Adsl condivisa.
Fon farà pagare circa cinque euro al giorno, per accedere alla rete di hot spot condivisi agli utenti che non partecipano al progetto e che quindi non hanno messo in comune la propria Adsl. Questi utenti paganti saranno chiamati Alien mentre gli utenti Linus (da Linus Torvalds, creatore di Linux) saranno quelli che condividono gratis la propria Adsl con gli altri. Da quest'estate sarà possibile anche essere utenti di tipo Bill (dal nome del chairman di Microsoft Bill Gates): condividere la propria Adsl e guadagnarci, prendendo una percentuale da quanto pagato dagli Alien che vi si collegano.
Se solo dopo 90 giorni di vita sono riusciti a scucire 21,7 milioni di euro da Skype, Google e da due noti gruppi di venture capitalist, Sequoia Capital e Index Ventures vuol dire che hanno visto giusto.
Google ha creato a fine 2005 una rete Wi-fi gratuita a San Francisco. Skype ha stretto accordi con Boingo (uno dei principali operatori wireless al mondo) e con Netgear (che produce un telefono con il quale è possibile chiamare tramite internet Wi-fi).
Provate quindi ad immagire in un ipotetico futuro non troppo lontano le nostre città coperte da punti di accesso wifi Fon: con un telefonino wifi si disporrebbe di un cellulare in grado di chiamare con tecnologia voice over Ip ovunque ad un costo irrisorio.
Rivoluzionario.
Utopistico.
No, o meglio utopistico solo in Italia.
Già perchè da noi, grazie al Ministro Stanca, si sempre quello supertecnologico, ma anche grazie a Pisanu ed il ministro(?) Landolfi, esiste una nota Legge Antiterrorismo, di cui abbiamo già parlato in un Post Orwelliano,che di fatto impedisce a tutti gli effetti l'adozione di Fon in Italia.
Molto furbescamente infatti questi signori all'art.4 della suddetta Legge scrivono....
Art. 4. Accesso alle reti telematiche attraverso tecnologia senza fili
1. I soggetti che offrono accesso alle reti telematiche utilizzando tecnologia senza fili in aree messe a disposizione del pubblico sono tenuti ad adottare le misure fisiche o tecnologiche occorrenti per impedire l'uso di apparecchi terminali che non consentono l'identificazione dell'utente, ovvero ad utenti che non siano identificati secondo le modalita' di cui all'art. 1.
Capite quindi da soli perchè dovremo fare tutti quanti, con un bel movimento d'opionione, in modo che il prossimo governo si dia da fare e cambi questa legge aprendo veramente il mercato alla concorrenza, quello che questo Governo "liberista" avrebbe dovuto fare.
Ci sono grossissimi interessi in ballo, se l'utopia diventasse realtà, che fine farebbero Tim, Vodafone, Virgin, Wind, Tre, BT, Orange, etc?
Mappa delle Notizie o Grande Fratello?
La differenza tra la Cultura dei paesi europei a volte la si vede anche dalle Fiere più importanti delle città più significative.
Quando si parla di newmedia in Italia si pensa a Milano e a SMAU, in Spagna, si pensa a Barcellona e a Sonar.
Entrambe parlano di nuovi media, di internet, di grafica, di computer ma c'è una differenza sostanziale, la fiera di Milano che è peggiorata come contenuti e come espositori di anno in anno, è rivolta sempre più ad un mercato consumer e sempre meno al mercato dei professionisti la fiera di Barcellona è rivolta all'arte digitale, in tutte le sue forme e declinazioni, dalla musica elettronica ai video, progetti interattivi e tutto quanto gira attorno alla digital culture. Il Sonar come sempre si divide tra attività diurne (presso la sede di Sonar de Dia, al Museo di Arte contemporanea di Barcellona in calle Montalegre) e quelle notturne (alla Fiera di Barcellona, in calle Botanica) squisitamente musicali. C'è poi una grande attenzione nel programma di SonarMàtica, la sezione dedicata alla media art, è stata data alle nuove forme di elaborazione del paesaggio grazie ai media digitali. Altri progetti collaborativi e interattivi si trovano invece nella sezione Extramàtica, divisa tra la sede principale e il Centro d'Art Santa Mònica, che si trova all'inizio delle Ramblas e ospita anche il programma di Sonarama, l'area del festival che focalizza l'attenzione sugli ultimi sviluppi dei new media.
Perchè parlare ora di un festival che si tieni in giugno?
Perchè si è tornato in questi giorni a parlare di newsmap
E newsmap li è stato presentato.
Quante volte vi sarete domandati chiedendo ad un motore di ricerca qualcosa, è ora come funziona, che notizie raccolgo?
La Rete ha moltiplicato, in misura esponenziale, le fonti e la quantità di dati con le quali entriamo quotidianamente in contatto. E l'eccesso di informazioni rischia di trasformarsi in un flusso continuo, indistinto e ingestibile di parole e immagini. Le notizie rappresentano, nella loro capillare diffusione e riproduzione in rete, delle specie di organismi, dotati di vita propria, che si riproducono secondo una precisa ecologia di diffusione comprendente canali primari e secondari a seconda del numero di accessi, ossia del 'page rank', che ciascun canale rappresenta. Il servizio di Google News cerca di mettere ordine a questo flusso, gestendolo in base alla rilevanza delle notizie.
Questa struttura, accoppiata alle tecniche di 'mapping', ossia della visualizzazione dei flussi di dati nelle reti d'informazioni interconnesse, ha generato un'opera come Newsmap che riflette visualmente il costante cambiamento del panorama delle notizie tracciato dall'aggregatore al servizio di Google News. Realizzata da Marcus Weskamp in Flash suddivide in bande tematiche le notizie rappresentate con maggiore spazio a seconda della loro popolarità, accentuandone i caratteri macroscopici. Rinforzando concetti come il 'googlebombing', che permette di associare due concetti qualsiasi tramite la pubblicazione su una parte importante del newsspace dei blog, così come le conseguenti teorie di un oligarchia dei contenuti di Google. Teorie che portano con sè anche inquietanti risvolti sociali per la libertà d'espressione e la molteplicità d'opinioni in ambito politico. Il mapping si basa quindi sui contenuti di diverse comunità online che trattano questo tipo di argomenti, verificando che i link dai loro siti puntano ad un ristretto numero di siti più frequentati, che a loro volta sono anche quelli più in vista nelle ricerche di google e yahoo. Niente di nuovo, forse, se non che questo fenomeno porta ad una sorta di dipendenza informativa da un ristretto numero di siti, ossi quelli più linkati, fenomeno definito dagli autori Gogglearchy, ossia un'oligarchia d'informazione legittimata da google e dai suoi meccanismi di page ranking, che in qualche maniera inficia una rappresentazione più allargata e quindi maggiormente egalitaria. Questo problema di scala è documentato da cifre e grafici che rivelano la predominanza degli hyperlink nei primi 10-50 siti in percentali varianti dal 70 al 95 per cento negli argomenti osservati. Un'analisi di questo tipo costituisce un importante segnale d'allarme, quantomeno per incoraggiare importanti raccolte d'informazioni su web a dotarsi degli stessi congegni (automatici e non) che garantiscano una competizione ad armi pari nelle ricerche sui motori e un allargamento della sfera di riferimento, necessaria per garantire un'indispensabile pluralità d'opinioni.
Quindi Newsmap offre sì un colpo d'occhio grafico alla viralità dell'informazione di massa su web, fornendo ad ogni visualizzazione una summa degli strilli più forti dei potenti apparati d'informazione, mostrando al tempo stesso cosa è indispensabile sapere e cosa (d'altro canto) non lo è per nulla.
Il problema è capire chi ha deciso cosa farci leggere e quali sono le notizie principali.
Attenti che il Grande Fratello è sempre più in agguato....