Sono stanco di questa Italia, sono stanco di vedere persone meno colte e con meno capacità andare avanti nella vita ed avere successo solo perchè conoscono e sono amiche di, sono stanco di non vedere mai riconosciute e valorizzate le nostre qualità, sono stanco di vedere attorno a me persone che non riescono a costruirsi un futuro, sono stanco di pensare che i nostri padri stavano meglio di noi, sono stanco di vedere la nostra volontà calpestata, sono stanco di sentire che siamo la prima generazione che sta peggio di quella che ci precede, sono stanco di vedere al governo i nostri dipendenti che pensano solo ai propri interessi. Sono stanco di questa destra, sono stanco di questa sinistra, sono stanco di chi mi etichetta come anarchico perchè non la penso come lui. Sono un libero pensatore ma sono stanco di questa Italia. Voglio troncare il rapporto con questa Italia ma non voglio fuggire dal mio paese anche perchè sono convinto di non essere l'unico che l'ama...
Padoa-Schioppa e i bamboccioni
Mi autodenuncio.
Mi hai beccato Padoa-Schioppa!
Sono un bamboccione.
Quasi 37 anni, una ragazza a Roma, uno dei pochi che hanno un lavoro a tempo indeterminato in un Ente Pubblico e vivo ancora a casa con i miei.
Quasi quasi mi veniva da ringraziarla sà?, in fondo con i suoi 67 anni lei è quasi giovanissimo all'interno della compagine di governo.
Poi mi sono letto meglio il provvedimento e ho tirato un grande sospiro di sollievo.
Dal suo geniale cappello, infatti caro Ministro
ha estratto la possibilità per i giovani, in un'età compresa tra i 20 e i 30 anni, di usufruire di detrazioni fiscali sugli affitti, sempre che la casa non sia l'abitazione principale dei genitori.
Ho tirato un sospiro di sollievo perchè mi ero quasi convinto che all'interno di questa compagine di governo ci fosse qualcuno che possedesse ancora una dote: avere un contatto con la società reale.
Ovviamente mi sbagliavo, pirla che sono.
Pensare che un giovane in Italia tra i 20 e i 30 anni, lavori e magari sia già laureato è pura utopia.
Ma lei signor Ministro queste cose non le sa, non legge nemmeno le statistiche.
Ignora o forse finge dai di ignorare, che la nostra generazione, la generazione 1000 euro è composta prevalentemante da precari che vivono ancora con mamma e papà perché il mercato - sia quello del Lavoro che quello Immobiliare - non concede loro nessuna alternativa.
Ma si che finge dai, cosi non tirano fuori una lira perchè sanno benissimo che la fascia dei precari in Italia va minimo dai 28 ai 38 anni!
Un'altro colpo da Casta!
Cosi il nostro bravo Ministro ci da, anzi no a me non da nulla, da ai giovani, una detrazione che sicuramente spingerà tutti fuori di casa sapendo che per un monolocale a Parma ti chiedono 500 euro + 200 di riscaldamento, poi con 300 euro ci mangi e ci campi, una detrazione che varia dai 495,8 euro in tre anni se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro, ai 991,6 euro (sempre in tre anni) se il reddito non supera i 15.493,71 euro.
Si commenta da sola anche questa no?
Tralascio infine ogni commento sull'educazione, strali per i Vaffanculo di Grillo e nessuna parola per questo epiteto rivolto ad una generazione di schiavi moderni che ha contribuito a creare anche lei.
Troppa grazia signor ministro, per fortuna che io non sono più un bambaccione perchè non sono più un giovane....
Da Parmalat...a Parma
Parma c'entra.
La Procura di Parma finalmente ha interdetto dal suo incarico di presidente di Capitalia, Geronzi, dichiarando che se le prove a suo carico per il fallimento della Parmalat fossero emerse prima lo avrebbero arrestato.
Il settimanale Time il 3 maggio del 2004 dedicava un articolo a Geronzi.
Come scrive Grillo, bastava leggerlo per provvedere alla sua rimozione immediata da Capitalia.
Nei suoi spettacoli Beppe Grillo diceva le stesse cose su Geronzi.
Enrico Bondi, l’attuale commissario di Parmalat, nella relazione contro Capitalia del 16 dicembre 2005, ha evidenziato che i crediti “accordati” dalle banche a Tanzi erano pari a “1.809 miliardi di lire a fronte di un fatturato di 1.677 miliardi di lire”.
Un dato che si commenta da solo, il problema è che Capitalia non era la sola Banca che ha prestato soldi a Tanzi e C., queste poi sono le stesse banche che negano un prestito ad un normale onesto cittadini che vorrebbe mettersi in proprio con un'attività sana....
Ho scritto Parma perchè è a Parma che nella primavera del 2001 Berlusconi s'era presentato festoso davanti alla rinione della Confindustria di Antonio D'Amato, sottolineando la perfetta coincidenza del suo programma di governo con le richieste degli imprenditori. Di li a poco, negli studi televisi di Bruno Vespa avrebbe firmato il celebre 'Contratto con gli italiani', dove si era solennemente impegnato a ridurre tasse e reati, aumentare pensioni e posti di lavoro e far decollare le grandi opere pubbliche.
Cinque anni dopo.
Qualche dato.
Prodotto Interno Lordo
2001 PIL 1,7%
2005 PIL 0,2%
(Consensus Forecast )
Imposte dirette + indirette
2001 359 miliardi
2005 399 miliardi
(centro-studi Nens)
Deficit Pubblico
2001 3,2%
2005 4,3%
Investimenti nella Pubblica Amministrazione
2001 5,8%
2005 1,6%
Competitività World Economic Forum
2001 32° Posto
2005 53° Posto (su 60)
Produzione Industriale
2001 - 0,6%
2005 - 1,8%
Tutte le Tabelle sono state pubblicate dall'Espresso
Mentre infuria la campagna elettoria sempre in sordina lo scorso 10 marzo questo Governo ha approvato la Legge Delega Ambientale.
Un testo unico di quasi 800 pagine, intensissimo di norme, non sempre chiaro, a volte illeggibile. Un coacervo di regole tra cui sarà difficilissimo muoversi. L'unico entusiasta è il Ministro Matteoli mentre le Associazioni Ecologiste hanno lanciato una raccolta di firme.
"Una riforma attesa da molti anni", secondo il Ministro Matteoli che spiega di averla fortemente voluta "per far uscire l'ambiente da un caos normativo in cui troppo spesso hanno potuto prosperare gli eco-furbi. Ora il cittadino e l'imprenditore potranno avere a disposizione un Codice dell'Ambiente chiaro e razionale che permettera' di compiere quel salto di qualita' indispensabile per una reale tutela dell'ambiente".
Di tutt'altro avviso Roberto della Seta, presidente di Legambiente: "Questo codice dell’ambiente è un’operazione scandalosa, nella forma e nella sostanza, la conferenza unificata Stato-Regioni aveva espresso parere contrario, ma il suo giudizio è stato ignorato, nonostante le materie in questione siano fondamentali per il governo del territorio". E ancora: "Senza semplificare minimamente le procedure, smantella norme avanzate in materia di rifiuti, acque, dissesto idrogeologico, danno ambientale, Via, Vas e inquinamento dell’aria".
Per Federambiente, il giorno dell'approvazione del testo (il 10 febbraio) è stata "una giornata nera per l’ambiente italiano", anche perché "contiene norme contraddittorie, farraginose" e produrrà "problemi per tutti: per le imprese private che dovranno chiedere Valutazioni d’impatto ambientale e Valutazioni ambientali strategiche,per i produttori di rifiuti, per i gestori della raccolta, per i consorzi di filiera, per gli enti locali".
Di fatto viene rivoluzionato l'assetto legislativo e vengono smantellate norme in materia di acqua, rifiuti e bonifiche, suolo, aria, aree protette nonostante il parere negativo di associazioni ambientaliste, comitati scentifici e regioni.
Legambiente ha pubblicato questo appello.
Appello al Presidente della Repubblica e ai principali organi dello Stato
I firmatari del presente appello, vivamente preoccupati per le disposizioni contenute nel testo del Decreto Legislativo predisposto dal Ministro dell'Ambiente e del Territorio in attuazione della Legge Delega in campo ambientale (L. 308/04), chiedono che tale Decreto non venga approvato nella sua ultima stesura resa nota e presentata al Consiglio dei Ministri del 18 corrente, che provocherebbe danni irreparabili al sistema di governo dell'ambiente e del territorio.
I motivi di viva preoccupazione sono:
- viene più volte violato il dettato costituzionale;
- viene notevolmente diminuito il livello di protezione dell'ambiente con pregiudizio per la salute;
- viene sostanzialmente smantellato l'assetto sanzionatorio per violazione delle leggi ambientali;
- numerose norme eccedono i limiti della delega;
- viene disegnato un sistema di governo di carattere spiccatamente centralistico, eliminando ogni carattere di leale collaborazione tra Stato ed Enti Locali anche in campi di competenza costituzionalmente definita concorrente;
- viene scardinato l'attuale sistema di governo, gradualmente e faticosamente costituito nel recente passato attraverso numerose leggi, ampiamente dibattute in sede parlamentare, con il contributo delle migliori competenze disponibili in sede giuridica e tecnico-scientifica e che ha dato frutti positivi;
- vengono disattese importanti specifiche normative comunitarie, anche in settori nei quali sono tuttora in corso procedure di infrazione;
- vengono ignorati i risultati del lavoro di Commissioni di indagine parlamentari, a cui si è pervenuti con ampia condivisione;
- i testi contestati sono stati formulati da un gruppo ristrettissimo di estensori, senza il ricorso ad alcuna consultazione formale con le rappresentanze istituzionali e degli interessi e con i depositari di reali competenze tecniche e scientifiche;
- la normativa tecnica contenuta nel testo contestato allenta in modo a volte pericoloso i livelli e le procedure di controllo dell'inquinamento e contiene errori ed imprecisioni;
In conclusione, ritengono che il Ponte sullo Stretto di Messina non sia un'opera sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, né un'infrastruttura strategica per il paese.
Confidando nella responsabile attenzione e nell'intervento dei destinatari dell'Appello, li ringraziamo per quanto vorranno fare nell'interesse dell'ambiente e del territorio del Paese.
Firmate qua!