Sono stanco di questa Italia, sono stanco di vedere persone meno colte e con meno capacità andare avanti nella vita ed avere successo solo perchè conoscono e sono amiche di, sono stanco di non vedere mai riconosciute e valorizzate le nostre qualità, sono stanco di vedere attorno a me persone che non riescono a costruirsi un futuro, sono stanco di pensare che i nostri padri stavano meglio di noi, sono stanco di vedere la nostra volontà calpestata, sono stanco di sentire che siamo la prima generazione che sta peggio di quella che ci precede, sono stanco di vedere al governo i nostri dipendenti che pensano solo ai propri interessi. Sono stanco di questa destra, sono stanco di questa sinistra, sono stanco di chi mi etichetta come anarchico perchè non la penso come lui. Sono un libero pensatore ma sono stanco di questa Italia. Voglio troncare il rapporto con questa Italia ma non voglio fuggire dal mio paese anche perchè sono convinto di non essere l'unico che l'ama...
Regalen di Natalen...
Ognuno di noi da ragazzo ha dei miti e delle passioni.
A volte accade di portarsi dietro crescendo questi miti e queste passioni.
Uno di questi miti è stato Bonvi, di cui purtroppo ricorrono proprio in questi giorni i 10 anni dalla sua morte.
Nella prefazione dell'opera omnia curata dalla sua Donnen, Alessandra Ferro, uscita per Rizzoli, "STURMTRUPPEN il Mondo secondo Bonvi" quel pazzo scriveva:
Dio ha mandato i matti su questa terra affinchè siano loro concessi comportamenti che ai comuni mortali sono proibiti, come prendersi beffa dei divieti, istituzioni e autorità varie. Bonvi si è sempre sentito investito da questa Autorità Divina e ha sempre cercato di fare del suo meglio affinchè i comuni cittadini riconoscessero in lui tutto cò che a loro era proibito. Bonvi è stato Autore, Attore, Giornalista, Consigliere Comunale e Spaccaballe professionista. Per hobby fa i fumetti e se li pubblica per suo conto. Non si sa bene quando e dove sia nato, in quanto ha l'abitudine di scegliersi l'età che gli pare a seconda delle occasioni, e non ha ancora deciso quando e Se morire.
In queste parole chi non conosce l'uomo già si è fatto un idea precisa.
Le Sturm, Nick Carter, Cattivik che affiderà poi a Guidino come lo chiamava, Silver, sono stati una parte importante della mia adolescenza e hanno avuto una certa influenza nel coltivare quella malattia insana che si chiama collezionismo. Era una rincorsa a trovare gli albi dell'Editoriale Corno, i mitici Eureka Pocket e poi l'esperienza di SuperGulp i fumetti in Tv la fanzine BeBopALula con Red Ronnie.
Per anni mi sono arrovellato nel cercare di capire se Bonvi fosse pramzano ma la verità non si saprà mai perchè la madre lo registrò sia a Parma che a Modena per avere due tessere annonarie.
Nel Agosto del 63, al comando di cinque carri armati M.47, dichiarò guerra alla Jugoslavia, fortunatamente perdendola, ma questo evento lo segnarà completamente, facendogli capire una cosa: che più grossa la fai e meno puoi essere punito! Da questa filosofia e da tutto il mondo fatto di luoghi comuni, personaggi bizzarri e vicende al limite del credibile, Bonvi creerà le Sturmtruppen, una potente satira antimilitarista, che gli permetterà di vincere (nel 1968 al quarto salone di Lucca) Lo yellow kid d’oro. Le sturmtruppen, con il formato orizzontale ("creato" dal bonvi e mai usato in precedenza in Italia), l’uso abbondante dei retini, raccontano in modo satirico e antimilitarista, la vita di un esercito di Tedeschi, ormai vicini alla fine della guerra, formato dai personaggi più disparati (il Cuoco, il duro Sergente, l’alleato fascista Musolesi, ecc), in continua lotta per la sopravvivenza.
Dubito non sappiate di cosa sto parlando ma nel caso date uno sguardo a questo volume perchè merita.
Altri due graditissimi regali, due film di vent'anni fa di due autori opposti che amo alla follia, Sam Raimi e Terry Gilliam
Il primo è La Casa di Sam Raimi, questa è una deformazione professionale della mia passione per il genere horror, ma ho amato subito il genio di quest'uomo che ha diretto oltre ai due geniali seguiti, The Gift, Darkman e la saga di SpiderMan.
Eppure a più di vent'anni di distanza, questo film girato da un gruppo di amici ventenni condotti da un regista visionario fa ancora paura.
Visionario è l'uso della telecamera detta shaky cam, cinepresa tremolante. Sam per il primo film non poteva permettersi una steady e cosi grazie all'inventiva è riuscito a girare scene memorabili come quella dove scivola e striscia nei boschi e nelle paludi in modo vertiginoso.
Durante questa sequenza Sam era sdraiato a pancia sotto su una zattera spinta dall'attore Bruce Campbell. In questo modo il regista si trovava a pelo dell'acqua con la cinepresa fissata ad un braccio al quale dava un movimento di va e vieni.
Il secondo è Brazil che ho rivisto stasera e tutte le volte che lo vedo non posso non pensare all'attuale situazione italiana.
Film straordinario e come spesso accade ai film straordinari, Terry lottò duramente per farlo uscire. La Universal infatti realizzò il suo "Brazil commerciabile" e sembrava intenzionato a considerarlo la versione definitiva, ma Gilliam minacciò di disconoscere la pellicola. La Universal aveva il coltello dalla parte del manico, e bloccò l'uscita del film; il regista, scoraggiato dall'intentare azioni legali, acquistò allora una pagina della rivista Variety in cui comparve il messaggio: "Caro Sid Sheinberg, quando farà uscire il mio film 'BRAZIL'? Firmato Terry Gilliam".
Il clamore fu sufficiente a incuriosire gli addetti ai lavori: copie del film iniziarono a circolare e pullularono le visioni casalinghe, e quando i critici losangelini si trovarono a dover votare per il loro riconoscimento al migliore film dell'anno, decisero che non era necessario un film fosse uscito ufficialmente per essere papabile. Incoronarono Brazil per le categorie di Miglior Film, Miglior regista e Miglior sceneggiatura, inducendo Sheinberg e la Universal a uscire con la versione originaria del film. E' significativo il fatto che la battaglia fu vinta non da Gilliam - che, per quanto abbia dimostrato ammirevole coraggio e integrità, poco avrebbe potuto contro i giganti della Universal - ma dal film. E' significativo perché è uno dei tratti tangibili della straordinarietà dell'opera che da sola è valsa all'ex cartoonist del Monty Python Flying Circus un posto tra i grandi di sempre.
Grottesco, onirico, farsesco, claustrofobico, Brazil scivola con facilità dalla commedia alla più nera tragedia, con l'effetto che Gilliam ha definito "stupro cinematico", e resta insuperata vetta creativa che testimonia un intento artistico genuino, deflagrante, poliedrico.
La realtà che racconta il fim è una realtà da incubo orwelliano, il film doveva intitolarsi 1984 e ½, dove ogni singolo individuo vive passivamente alle dipendenze di un grande sistema, una vera e propria dittatura, cioè, che detiene il controllo dell'interà società, e che non lascia scampo a coloro che tentano di cambiare le cose, di non cadere nell'assurdo stato di alienata subordinazione al regime, come nel caso dei due idraulici dei Servizi Centrali (uno dei due è un bravissimo Bob Hoskins), uomini in balìa dell'imperante burocrazia, di cui Brazil è anche una pungente satira e presa in giro. E' un mondo pieno di scartoffie ed edifici pubblici, alveari umani di burocrati talora ridicoli, come il signor Kurtzmann, direttore dell'archivio, talora romantici e sognatori, come Sam Lowry, l'eroe del film o irriverenti eroi come l'idraulico un quasi irriconoscibile Bob De Niro grandissimo come sempre. La sua volontà di uscire dal grigiore della vita quotidiana, ma soprattutto la voglia di Sam di provare emozioni e il desiderio di evasione, si riflette nei sogni che fa costantemente e che raffigurano una misteriosa donna angelo di cui si innamora. Ma dal momento in cui Sam incontrerà nella vita reale la donna dei suoi sogni (una camionista accusata di terrorismo), sarà il protagonista di una intricata vicenda dal finale amaro che fa molto riflettere.
Se non avete mai visto questo film, un caldo consiglio, vedetelo, mi ringrazierete.