Sono stanco di questa Italia, sono stanco di vedere persone meno colte e con meno capacità andare avanti nella vita ed avere successo solo perchè conoscono e sono amiche di, sono stanco di non vedere mai riconosciute e valorizzate le nostre qualità, sono stanco di vedere attorno a me persone che non riescono a costruirsi un futuro, sono stanco di pensare che i nostri padri stavano meglio di noi, sono stanco di vedere la nostra volontà calpestata, sono stanco di sentire che siamo la prima generazione che sta peggio di quella che ci precede, sono stanco di vedere al governo i nostri dipendenti che pensano solo ai propri interessi. Sono stanco di questa destra, sono stanco di questa sinistra, sono stanco di chi mi etichetta come anarchico perchè non la penso come lui. Sono un libero pensatore ma sono stanco di questa Italia. Voglio troncare il rapporto con questa Italia ma non voglio fuggire dal mio paese anche perchè sono convinto di non essere l'unico che l'ama...
1984: Orwell è tra noi
“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”
Benjamin Franklin
Siamo alla fine dell’anno e mentre Draghi viene eletto per acclamazione Governatore della Banca d’Italia, l’uomo delle riforme, il cocchino di Ciampi pochi lo ricordano come persona vicina a quelle che il ricercatore del Centro Studi Monetari, Marco Saba, definisce le Brigate Rothschild! Membro quindi del gruppo elitario dei Bilderberg o della Commissione Trilaterale (commissione elitaria che lega USA, Europa, Giappone), o per che no, della banca d’affari più potente al mondo, la Goldman Sachs.
Ma questa è fanta-politica ed è meglio che non si sappia troppo in giro.
Se volete informarvi cercate su un qualsiasi motore di ricerca o leggetevi questo articolo.
Berlusconi e suoi peones gridano all’ennesimo complotto tra i magistrati comunisti e i giornalisti comunisti del Corriere della Sera, sulla vicenda dei diritti televisivi. In realtà il motivo dell’invito a comparire ha un importante riflesso sul calcolo dei termini di prescrizione della corruzione giudiziaria. Prima della legge ex Cirielli, erano 15 anni e quindi nel caso Berlusconi-Mills sarebbero scaduti solo nel 2012; con le nuove norme, approvate dalla maggioranza di Berlusconi, sono stati accorciati a 8 anni (quindi già 2005).
L'invito a comparire notificato il giorno dopo la votazione della ex Cirielli, però, ha fatto scattare l'aumento di un quarto dei termini di prescrizione (da 8 a 10 anni); e allungato dunque fino al 2007 la «vita» dell'inchiesta per corruzione che altrimenti già oggi sarebbe prescritta, come in ogni caso accadrà alla falsa testimonianza.
A fine anno vorrei parlare della L.155/05 il cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” varato insieme da maggioranza, DS e Margherita. Il “pacchetto sicurezza” (costituito dalla L.155/05, del Decreto del Ministero degli interni 16 agosto 2005 e della Circolare del Ministero degli interni 557/05 del 29 agosto 2005), emanato sull’onda emotiva provocata dall’attentato terroristico alla metropolitana di Londra ha poco a che vedere con la prevenzione del terrorismo e molto con l’ennesimo “giro di vite” a danno delle libertà civili di cittadini e imprese.
L’ALCEI è stata una delle poche a denunciare il fatto che invece di potenziare il ruolo dei servizi segreti (in modo che possano prevenire più efficacemente il verificarsi di stragi e altri crimini) il Parlamento ha creato un sistema che:
– sottopone l’uso pubblico dei servizi internet al rilascio di un’autorizzazione di polizia,
– vessa inutilmente tutte le organizzazioni, e in particolare le associazioni no-profit, imponendo complicati e onerosi obblighi di controllo sulle attività dei singoli soci,
– istituisce l’obbligo di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico relativi alle comunicazioni (e-mail, chat, instant-messaging, Voice over IP) a carico degli operatori e degli ISP fino al 31 dicembre 2007,
– stabilisce che i dati di traffico possono – di fatto – essere utilizzati per qualsiasi tipo di procedimento penale, anche non legato a fatti di terrorismo.
Come è facile capire, la scelta politica compiuta dal Parlamento è chiaramente orientata nel senso di un generale incremento dei poteri di polizia nei confronti dei cittadini senza che, a fronte di questo super potere, siano state previste maggiori responsabilità e sanzioni per chi ne abusa – né controlli preventivi e norme applicative che rendano tali abusi meno frequenti.
Per di più le limitazioni imposte ai cittadini sono tutt’altro che temporanee.
L’obbligo di conservazione dei dati di traffico sussiste fino al 31 dicembre 2007, e ovviamente non è dato di sapere cosa accadrà alla scadenza (e, in particolare, che fine faranno i dati già archiviati fino a quella data). Ma tutto il resto (autorizzazioni di polizia e via discorrendo) è destinato a rimanere in vigore a tempo indeterminato – anche dopo che, in un ipotetico quanto desiderabile futuro, la minaccia del terrorismo sarà diventata meno incombente.
Quindi in definitiva, se non ve n’eravate già accorti, stiamo vivendo nel 1994 prospettato da Orwell, il Grande Fratello esiste già, ogni cittadino italiano ha già un faldone elettronico che lo riguarda.
Quanti sono?
Molti, oltre a quelli elettronici ci sono quelli cartacei presenti nelle varie autorità di pubblica sicurezza.
Dove sono?
Non si sa, in molti posti, tra chi tutti gli ISP, tutti i luoghi pubblici tipo Internet Cafè e soprattutto tutti i gestori telefonici!
Chi li può consultare?
Tutti i precedenti gestori più molti altri soggetti a cominciare da chi è obbligato a tenerli.
Quindi cosa ci aspetta il futuro?
Due anni di conservazione selvaggia e praticamente non regolamentata di una tipologia di dati molto sensibili
P.S. Ho deciso di farmi un regalo per il nuovo anno e ho registrato l'url www.stancodiquestaitalia.it 
Buon 2006 ma anche buon 2007 a tutti…
Il Silenzio assordante su un Bosco senza Gioia e dove finiscono i soldi dei tagli...
Oggi mi sono divertito a guardare le prime pagine dei principali quotidiani nazionali, ieri i TG nazionali.
Ovviamente nessuna notizia sul Bosco di Gioia.
Un silenzio assordante, quasi imbarazzante oserei dire.
Viene persino il dubbio.
Non è che abbiamo avuto le traveggole?
Fortunatamente vado sul sito di Beppe Grillo e leggo la lettera di Dario Fo, uno dei candidati a futuro sindaco di Milano.
E penso che persone che sanno ascoltare esistono ancora.
Siamo all’Isola, un quartiere storico di Milano.
Un mese fa con Franca avevo partecipato ad una manifestazione del rione.
C’erano un gruppo di ragazzi e ragazzine che camminavano in equilibrio su alti trampoli.
Il maestro clown era un mio caro amico del quartiere.
C’era la Banda degli Ottoni che sparava musica allegra.
Eravamo più di mille a manifestare contro il progetto del Comune e della Provincia che hanno in programma di trasformare tutta quella zona in un ammasso di palazzi e grattacieli, per l’ammontare di ben un milione di metri cubi di fabbricato.
Una decina di ragazzi del gruppo degli Amici di Beppe Grillo, a mo’ di uomini sandwich, portavano indosso enormi lettere che componevano parole di sarcasmo, rivolte agli ideatori di quel mostro in cemento: una specie di drago sparapanzato sul terreno, con tanto di volute a mo’ di serpente che avrebbero schiacciato definitivamente il Bosco di Gioia, una piccola foresta affollata da alberi centenari, alcuni di loro molto rari.
Qualche giorno fa si era tutti a un dibattito in un cinema-teatro della Gronda Nord, anche qui per bloccare il progetto di uno scempio urbanistico e stradale, quando Michele Sacerdoti, uno dei più decisi sostenitori della lotta contro il deturpamento dell’Isola, leggeva entusiasta un documento, risultato di un ricorso, che bloccava la determinazione del Comune perché tutto il Bosco di Gioia fosse abbattuto e si iniziasse la messa in opera del cantiere.
Un coro di grida e applausi salutò questa splendida notizia.
Ma ecco che due giorni dopo Natale, invece di piantare l’Albero dei doni, arrivano degli operai, mandati dal Comune, con l’ordine di abbattere ogni pianta. Ad accogliere i cittadini che accorrono sdegnati c’è un rappresentante del Comune che esibisce un nuovo documento che annulla il precedente: “Si può abbattere.” Punto e basta.
Gli operai cominciano a togliere arbusti e stoppie intorno alle radici. Fra poco i tronchi saranno segati alla base. Verrà eseguita una condanna a morte per duecento alberi: l’unica oasi rimasta in Milano se ne va.
Ma gli abitanti, trattenuti al di là del recinto di ferro, s’accumulano attoniti, increduli. Un vecchio grida: “Assassini!”. Lo stridente rumore delle seghe a motore inizia un coro davvero insopportabile. Come preceduto da un cigolio simile a un lamento, ecco che cade il primo grande albero. I rami si sfasciano al suolo.
Un gruppo di ragazzini tenta di entrare, scavalcando la staccionata. Vengono inseguiti e ricacciati indietro. Ecco: arriva in bicicletta Michele Sacerdoti, l’indomito difensore di quegli alberi. È un uomo di cinquant’anni, ma agile e svelto come un ragazzino. Dribbla gli inservienti e gli operai e con facilità inaudita s’arrampica sul più gigantesco albero: una enorme magnolia, ancor carica di foglie. Sparisce fra le fronde e riappare lassù. I “boscaioli” non sanno che fare. Il dirigente del Comune grida, invitando l’intruso scalatore a scendere, altrimenti dovranno abbattere l’albero con lui sopra. Sacerdoti risponde sghignazzando: “Fate pure. Io di qui non mi muovo. Dovete abbattere anche me.”
Adesso la neve vien giù sempre più fitta. Un gruppo di ragazzi intona “Tu scendi dalle stelle”. Tutti ridono, perfino i “boscaioli” che si riparano sotto la grande magnolia a fumarsi una sigaretta.
Lunga pausa.
Poi di lì a poco ricomincia l’insopportabile cigolio delle motoseghe e uno dietro l’altro altri alberi cadono a terra, sollevando nugoli di neve."
Dario Fo
Parliamo ora di tagli alla spesa pubblica.
Dove sono finiti i soldi tagliati da questo Governo?.
Tra le cose che forse non leggeremo dovunque e che sicuramente nessun TG farà passare c'è anche il premio di produttività per i dipendenti del Ministero del Tesoro.
Mentre sembra che i fondi di produttività degli Enti Locali subiranno un bel taglio visto che verranno ricompresi anche gli oneri che prima erano a parte, mentre si tagliano i fondi per le università il Ministero dell'Economia si regala 407 milioni di Euro!
Avete letto bene, 407 milioni in media 6mila Euro a dipendente.
E non è il solo, 1.800 dipendenti dell' Istituto Superiore di Sanità e i 1200 dell' Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro avranno una quota delle somme che la Sanità non è riuscita ad utilizzare.
Quanti soldi sono?
7 milioni di Euro!
Poi però le TAC non ci sono e le liste di attesa che il Ministro Storace aveva promesso di tagliare si allungano.
Se andate su questo sito www.rbdcub.it ne uscirete inorriditi!
Le due facce dell'Italia.
Termino sempre parlando dello stato di degrado dell'informazione Italiana.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto a fine novembre un invito a comparire alla Procura di Milano, sempre il solito Covo di Comunisti, recapitato dalla Guardia di Finanza.
Il Capo d'imputazione?
"Non meno di 600 mila dollari", versati "nel 1997 da Carlo Bernasconi" (manager Fininvest morto nel 2001), "a seguito di disposizioni di Silvio Berlusconi e al fine di favorire Silvio Berlusconi", su conti svizzeri dell'avvocato inglese David Mills affinché costui, chiamato a testimoniare in inchieste italiane sulla Fininvest, "dichiarasse il falso, negasse il vero o tacesse in tutto o in parte fatti a sua conoscenza" in due sue deposizioni dinanzi al Tribunale di Milano: il 20 novembre 1997 nel processo per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza (dove Berlusconi rispondeva di corruzione), e il 12 dicembre 1988 nel processo All Iberian (che vedeva Berlusconi imputato di finanziamento illecito al Psi di Craxi e falso in bilancio).
Ah, ma che stupido, il falso in bilancio non esiste più, state tranquilli risparmiatori gabbati da Cirio, Parmalat, etc., era solo un incubo il vostro, basta uno schiocco di dita e vi sveglierete con tutti i vostri soldi...